TELE  E  VISIONI

 

di Renzo Menga

 

Esperto di comunicazione e media

 

                        Tra finzione e realtà il limite di separazione è sempre più debole, una volta la tv raccontava…educava, faceva vedere ed anche sognare… ma la realtà era un ‘ altra, oggi invece questi passaggi sono molto  confusi, viviamo con più finzione e meno realtà.

Stiamo diventando sempre più digitali,  con struttura mentale a  risposta binaria  si o no, un po’ come il computer.

La realtà che ci appare è sempre più grande di quella che ci appartiene e quindi perdiamo spesso anche il controllo sulle azioni, abbiamo percezioni modificate, ci stressiamo e ci allontaniamo dalle emozioni che legano le cose..quelle semplici e non solo. I problemi, o meglio gli spazi di riflessione in questa sfera, che sono multifattoriali, vanno inseriti nel “mercato” globale della comunicazione dei media, nei settori dell’economia, della politica, del sociale, dell’informazione, della formazione, della pubblicità…e quant’altro. Bisogna entrare nei processi comunicativi complessi per gestirli, comprenderli ed agirli…. Competere con la seduzione dei linguaggi per poter essere alla pari con altre “forme di  vita”….Pensiamo per un attimo al potere assunto da alcune problematiche giovanili, ad esempio le droghe; per essere competitivi con esse bisogna essere più creativi e più accattivanti nei modelli di vita da proporre o da offrire come altri stili di vita.

Questo non è semplice, è un compito della società tutta, in primis però della famiglia, dei genitori,  poi della scuola, delle istituzioni, dei vari contesti sociali.Oggi i giovani hanno bisogno di modelli identificativi; la complessità della globalizzazione li porta e sentirsi inadeguati, non all’altezza delle situazioni, ed ecco che si rifugiano nelle sfere della modificazione, droghe, alcol, satanismo ecc.Nella costruzione della personalità ci sono ambiti che se non vengono coltivati creano dei vuoti…..spesso incolmabili o  riempiti dall’inclusione di modelli comportamentali “fuori” da una socialità di convivenza civile, libera e democratica. Oggi abbiamo spesso confuso valori con disvalori… ad esempio: essere amici dei propri figli senza essere prima genitori dei propri figli….essere includenti su tutto pensando di essere liberi…. Si pensa che essere democratici e liberi sia includere più comportamenti possibili off line e fare ciò che si pensa di fare senza alcun rispetto nei confronti degli altri , degli ambienti, dei contesti,  anzi , senza nemmeno guardarli, notarli  o ascoltarli, questa non è libertà, non è “ricchezza sociale” è una nuova forma di “povertà”, quella peggiore: quella umana, delle relazioni, della convivenza….. I media fanno il loro lavoro, anzi lo fanno con enormi capacità comunicative per raggiungere le loro performance sempre più accattivanti ed efficaci…..ma noi siamo sempre più non vedenti e non udenti !

Articolo correlato: La TV e i media.Un rischio o una ricchezza?