La pedagogia del pollice     

 Prof. Renzo Menga

 Esperto di comunicazione e media

 

         Le nuove sfide della scuola sono tante, alcune trattate…altre raccontate, molte altre  recitate… alcune sconosciute…, altre ignorate.., alcune scomparse….altre mai nate!  Io comincerei con qualche riflessione per quanto riguarda “la traduzione” delle  progettualità , delle “unità di apprendimento” , delle “attività laboratoriali”…,delle documentazioni, dei testi, dei libri e quant’altro….inserendoli in un contesto di  relazione  anche con i  nuovi sistemi mediatici, simbolici e comunicativi. Tali sistemi utilizzano l’intersezione ed una totale trasversalità  tra i  linguaggi in forme  creative, innovative, accattivanti ed intelligenti, con grande potere trasmissivo globale, educante e pervasivo,   mentre gran parte della  letteratura della scuola … testi…, pubblicazioni…, libri… “titoli che valgono carriere…” , spesso o qualche volta, raccontano le esperienze, anche efficaci e funzionali, mentre nella maggior parte della “letteratura… scientifica”  si autocelebrano “ autori” di se stessi .. per se stessi. In quest’ottica di “copione” è anche più facile fare scuola, ancora più facile fare gli amministrativi della scuola,  fare carriera… e non solo… ( Ho conosciuto tante scuole e tanti uffici a corredo… dove tutti vanno ma che nessuno frequenta….) .Basterebbe osservare una Scuola o un pugno di Scuole…per capire!  Basterebbe analizzare per capire? Non credo, occorrerebbero tante altre competenze ed abilità,  ad esempio se consideriamo  la tipologia di un messaggio di alcuni spots, pubblicità ecc. per comprendere quanto sarebbe, ovvero potrebbe essere più efficace  fare scuola, fare formazione …e non solo… in modo creativo, innovativo, accattivante, motivante….. trovare attraverso queste forme gli elementi fondanti per una didattica adeguata ai tempi della globalizzazione dei linguaggi e dei complessi sistemi semiotici e semantici della multiculturalità.

Oggi si leggono sempre più  piani di offerte formative, i POF, con slanci euforistici, tecnologici, sbalorditivi..che  usano anche termini più di moda….  ma sempre più lontani da quelle sfere di una pedagogia “geograficamente” coerente, vissuta, condivisa, partecipata,  organizzata ed integrata. E’ come un copione, è una parte recitante con tanto di autori, sceneggiatori, attori…. comparse… e scomparse…che soffrono sempre più di sindrome da accerchiamento e che si sentono sempre più indiscutibili! Le riflessioni di questi miei pensieri sono nate come in una diretta televisiva, sul set,  essendo stato per circa  4 anni distaccato presso l ’Ufficio Scolastico Regionale  Abruzzo a “supportare”…anche le  Scuole.

 

8.10.2005